lunedì 19 settembre 2011

Istanbul

Prıma cosa: perche' questo sfondo del blog? Perche' ho fatto avanti, avanti veloce quando ho creato il blog ed e' uscito questo.

Ma veniamo a noi.

Sono a Istanbul! Non ancora tecnicamente in Asia, credo, ma molto vicino.

Ieri mi sono alzato convinto che sarei arrivato a Istanbul e poi sarei rientrato da Bulgaria, Kosovo e Montenegro.
Il giorno prima avevo rinunciato ad un giro di un centinaio di km, secondo la mappa in buona parte sterrato, a nord di Drama. Avevo iniziato, ma veniva lunga, cosi' a malinquore ho fatto retromarcia e sono tornato sul duro asfalto.

Quindi ieri mattina, per consolarmi, decido di fare la stradina che costeggia la costa (cos'altro?) da Lagos ad Alessandropoli. Com'e', come non e', trovo un primo tratto di strada sterrata e mi ci infilo.

Immagino che per la maggior parte delle persone sia gia' poco comprensibile cosa ci sia di bello nello stare per ore, per giorni appeso su un trespolo traballante.
Penso che per ognuno sia diverso, per me ci sono diverse cose. Una e il piacere fisico del mezzo, forse perche' dondola, un po' perche' e' instabile, insomma, un po' come stare sull'altalenta o sulla sedia a dondolo.
Poi c'e' la serenita' di non dover fare altre cose. Ti metti li' e vai, 100, 200, 300 km. E devi fare quello e basta ed e' facile. Non devi ricordarti quello, controllare la posta, far partire la lavatrice...

C'e' infine l'aspetto paesaggistico, guardarsi in giro, vedere le cose. Nemico di tutto cio' e' l'autostrada. Praticamente il teletrasporto. Un gradino piu' in alto ci sono le piccole strade, piu' varie, piu' lente. Gradino ulteriore e' il fuoristrada. La strada non e' piu' un piastrone bituminoso appiccicato sul paesaggio, ma e' parte del paesaggio.
In montagna e' marrone, con gli aghi di pino, vicino al mare gialla con la sabbia o bianca coi sassolini. Ci sono piu' insetti, piu' uccelli, piu' suoni.
E poi c'e' l'aspetto "sportivo" della faccenda.

E scollinare la collina (cos'altro?) e veder apparire il mare e' una cosa fantastica. Quindi mare, stradella, mare, stradella, finche' non aggancio un sentiero panoramico/archeologico bellissimo, con tanto di cancello megalitico, che mi porta quasi alla meta.

Mi fermo a Tychero dove trovo un albergo bellissimo la cui proprietaria e' appassionata di Kappadocia. Mi racconta robe incredibili, che sembrano uscite dai racconti medievali dei paesi lontani: citta' sotterranee, pietre cave coi cubi, 500 monasteri, ecc.

Mi convinco quindi alla fine di tentare le 3 sponde coi traghetti e di puntare alla meta.

Ma ora sono a Istanbul della quale non ho detto nulla.

Istanbul e' uno di quei manicomi a cielo aperto dove si ritrovano 9/13 milioni di persone.
Entri in citta', percorri 25 km di autostrada :) e arrivi in centro.

Un greco sul traghetto mi tramando' questa storia: tanto tempo fa a Istanbul c'erano guidatori buoni e guidatori cattivi. Con il tempo quelli cattivi sono stati selezionati e adesso sono rimasti solo quelli buoni. Il problema e' che con buoni non si intende precisi e ordinati ma pronti, scattanti e decisi. Allucinante, ma divertente. Un po' come giocare a frogger con se stessi. Forse il traffico peggiore che ho visto.

In centro ci sono due chiese, pardon, moschee grandi come il duomo una di fronte all'altra. Poi anche un'altra che non ho ancora visto. Sono arrivato oggi alle 18, ho dato un occhio in giro e poi la giro domani con calma.

Non ho detto molto, ma ho scritto molto. Per cui la chiudo qui.

Ciao

1 commento:

  1. Hi hi fantastica descrizione ragazzo... fantastica descrizione... la gente che va o e' andata in moto ti capisce benissimo...

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