giovedì 15 settembre 2011

Primo post: meteore

Allora. 25 ore di traghetto da Genova, tutto bene quanto lo possono essere 25 ore di traghetto.
Sbarco, al buio, tappa nei pressi di Igoumenitsa. Odio la tenda nuova, odio il tappetino di riserva. Risolveremo.
Giro sui monti e arrivo a meteora/e a seconda di chi lo scrive. Non ho capito bene come si usino: sono una decina di monasteri in cime a delle punte di roccia tipo dita che emergono dal terreno senza nessuno motivo. Alte quanto una montagna bassa, quindi un po' piu' di una collina alta.
Cmq sia prima mangio una tonnellata di roba che con il venticello della moto e il sole delle 14 che picchia mi si congestiona per bene sullo stomacao.

Decido di rispettare la regola del 250 che dice che mai bisogna fare piu' di 250 km in una giornata. Trovo l'albergo e mi rallegro di leggere 250 sul GPS: sento che mi portera' buono. Ho in tasca 15 euro e inizio a cercare la banka:

- excuse me, a bank? cash, money?
- yes, 2 kilometers

mi spavento un po', pensando ai 2 kilometers, faccio finta di non sapere che anche al ritorno saranno 2 kilometers, decido di non prendere la moto e mi incammino. Non so quanti fossero sti kilometers, ma di sicuro non erano 2.
Many kilometers e due fanta lemon dopo rientro in albergo stremato :(

Mi sa che la regola dei 250 era uno strettamente minore di. O il 250 fa a se'.

Avendo lo stomachino un po' indolente decido esco cercando un posto dove mangiare qualcosa di delicato, tipo una piadina, una pasta al sugo. Non trovando nulla di tutto cio' ripiego su 3 birre medie ghiacciate accompagnate da sottoaceti e pane fritto con salame e origano per curare il mio pancino turbato.

Quale momento migliore per iniziare questo blog, tra un rigurgitino e l'altro? :)

Allora: il piano originale prevedeva grecia nord, Istanbul, e ritorno via terra in qualche modo da definire: grecia, bulgaria, montenegro, qualcosa del genere.
Il piano della mattina del giorno della partenza veniva stravolto da un suggerimento galeotto e dal miraggio del traghetto cesme-ancona. Quaranta ore. Seguite dai 450 fantozziani km di rientro.

Cmq sia, si butta via l'ultima parvenza di civilta' dalla borsa, si aggiungono un paio di cacciaviti, la borsa non si chiude ancora, si droppa la camera d'aria, si buttano dentro le ginocchiere e...chiuso via andare: Kappa-docia.

L'ipotesi Kappa-docia, gia' nota agli antichi, prevede una marchia forzata di 14 giorni, che tragicamente taglia fuori qualsiasi svago per i sentierini tratteggiati delle cartine piu' dettagliate. Un po' da BMW-isti se vogliamo dirla tutta.
Pero' e una meta mitica. Anche Istanbul spacca come meta, intendiamoci. Pero' e' vicinissima.

Penso che potrei andare avanti per altre due o tre ore a scrivere cosa dele genere.

Oppure torno in albergo e stramazzo che stamattina mi sono alzato alle 6/7, moto, pellegrinaggio al bankomat (che tiravo su "il ferro" :) e ci mettevo 5 minuti) e poi le birre.

Saluti.

3 commenti:

  1. VAI BOLZ!!! METTICI LE FOTO DELLE METEORE DAIIII

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  2. Nıente foto a meno dı non trovare un ınternet cafe' piu' bello.
    Le meteore son carine, strane, come le si vede in foto. Uguali uguali.

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  3. Eh vabbè ma allora lo fai apposta!!! Sono uguali alle foto e poi non mi metti le foto ;)

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